Sindrome del colon irritabile: una condizione benigna ma fastidiosa

calendar_month 18/10/2025 - Pubblicato in  Il blog di Life Farma Shop

La sindrome del colon irritabile è la patologia più comune tra quelle che possono colpire l’ultimo tratto dell’intestino e la meno grave. Si parla di sindrome, in quanto si manifesta con un insieme di sintomi: dolori addominali ricorrenti correlati spesso al pasto e alla defecazione che si possono presentare con diarrea, stipsi oppure con la coesistenza di entrambe e, molto spesso, con la formazione di gas intestinali.

I quadri clinici che si possono manifestare sono classificati schematicamente di seguito:

  • Colite spastica: così chiamata per la presenza di dolore e stipsi;
  • Forma mista: caratterizzata da dolore e un’alternanza di diarrea e stipsi.

Lo stato clinico può attenuarsi con l’avanzare dell’età fino alla scomparsa, in alcuni casi, oppure persistere come malattia cronica, benigna ma pur sempre fastidiosa.

Viene, infatti, diagnosticata mediante specifici esami che prevedono l’esclusione di gravi patologie come il morbo di Crohn, la rettocolite ulcerosa o il carcinoma, in quanto lo stato clinico ha analogie con la fase iniziale di queste gravi patologie.

Eziologia

Le cause di questa sindrome non sono del tutto note, risulta un disturbo funzionale tipicamente multifattoriale:

  • Motilità gastro-intestinale alterata;
  • Aumentata sensibilità recettoriale a livello viscerale che sfocia in dolore;
  • Abbassamento della soglia del dolore stesso;
  • Disturbi psicosomatici o fattori emozionali che aggravano o causano danni a livello d’organo; è stato infatti osservato che lo stress cronico aggrava la sintomatologia.

I pazienti affetti sono infatti spesso individui ansiosi, o addirittura depressi; si può manifestare ad ogni età anche a livello pediatrico o adolescenziale, ma colpisce con maggior frequenza il sesso femminile.

Dieta consigliata in caso di Sindrome del colon irritabile

Fondamentale risulta, in prima battuta, l’intervento per garantire una flora batterica sana e riequilibrata mediante probiotici e fermenti lattici e il mantenimento mediante una controllata alimentazione.

Molti pazienti ritengono una diretta correlazione alla sintomatologia con alimenti specifici, spesso assente.

Bisogna porre attenzione comunque a cibi ricchi di polisaccaridi che incentivano la formazione di gas intestinali, come  il latte per la presenza del lattosio che, oltre a richiamare acqua per osmosi a livello del colon, costituisce un valido substrato per la fermentazione della flora batterica intestinale.

Altre linee guida sull’alimentazione dipendono dalla sintomatologia presentata.

STIPSI/STITICHEZZA

Situazione più frequente in donne e anziani, correlata all’alimentazione, al poco movimento ma anche all’assunzione di farmaci o alla presenza di altre patologie.

L’alimentazione può quindi normalizzare e accelerare il transito intestinale, un valido modello risulta quello mediterraneo. Fondamentale è l’apporto di fibre mediante alimenti di origine vegetale (almeno trenta grammi) e liquidi (almeno due litri), aumentando non solo il volume, ma anche la morbidezza delle feci. Il tutto deve avvenire in maniera graduale per evitare un’incentivazione dei dolori addominali e del meteorismo.

DIARREA

Il paziente presenta una mucosa irritata per le eccessive scariche e l’anomalo contenuto idrico fa risultare le feci liquide.
Fondamentare risulta la reidratazione per ristabilire il giusto quantitativo di liquidi, specialmente in bambini ed anziani, mente bisogna evitare eccessive fibre (frutta e verdura) e latticini, per l’indigestione del lattosio. A questo proposito sono accette a livello di verdure le patate, le carote e gli spinaci, da preferirsi cotte e non crude; tra la frutta meglio privilegiare ad esempio le banane, mentre latte e latticini freschi sono da evitare almeno nella fase acuta della diarrea.

Vanno evitati inoltre prodotti irritanti per l’intestino come gli alcolici, caffè, tè e bevande gassate. Importante risulta anche la modalità di assunzione delle bevande che deve risultare frequente ma in piccoli quantitativi. Non deve essere dimenticato, inoltre, il ripristino dei sali minerali persi con l’evacuazione.

La dieta può risultare comunque variegata mediante l’utilizzo di fette biscottate o pane tostato, riso o pasta in bianco, carni magre come quella di pollo, tacchino, vitello o manzo oppure la bresaola, il pesce e le uova.

Un’attenzione particolare va ai condimenti, da preferirsi l’olio di oliva in quantità moderate evitando spezie; tollerato risulta invece un po’ di sale e il succo di limone. Sono da evitare anche cibi grassi e dolci elaborati.

Per concludere, un intervento alimentare consapevole associato al moto e alla risoluzione di condizioni psicofisiche possono permettere una migliore convivenza con la sindrome del colon irritabile, fastidiosa ma pur sempre benigna.

 
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